Il Sangiovese: cuore rosso dei vini d’Italia

Se dobbiamo indicare un vitigno italiano che sia espressione tipica nazionale, non possiamo non menzionare il Sangiovese. A giusta ragione, questo vitigno, nei secoli, ha guadagnato via via la fama che oggi gli viene tributata. Costituisce a ben più del 12% di tutta la produzione viticola italiana, da nord a sud. Con i suoi acini vengono prodotti moltissimi vini, dei più disparati sia per qualità che per quantità.

Come è possibile, dunque, che un vitigno di questo tipo sia in grado di offrire vini semplici, beverini, non molto elaborati, così come grandi eccellenze mondiali (vedi es. il Brunello di Montalcino), invecchiati per anni e capaci di esprimere grande complessità di aromi, profumi e sapore?

Be’, iniziamo con il dire che non esiste un solo tipo di vitigno Sangiovese ma diversi cloni e varianti (biotipi), ottenuti per miglioramento e selezione della specie, anche a seconda dell’area e dei terreni di coltivazione e produzione, dall’adattamento alle condizioni climatiche e così via.

Già dal XVI secolo si hanno le prime informazioni ampelografiche dettagliate sulle coltivazioni di questo vitigno ma è certo che alcune varietà antenate del Sangiovese siano state coltivate nella nostra penisola da parecchio tempo prima. L’origine della specie è alquanto discussa, c’è chi, tra gli studiosi, la fa risalire ad un incrocio tra due vitigni arcaici dell’area meridionale, il Ciliegiolo e il Calabrese di Montenuovo. Anche il nome Sangiovese, fa pensare che il vitigno era presente già al tempo dei Romani, poiché si considera che il nome derivi da Sangue di Giove, in onore alla loro più grande divinità e quindi si presume che fosse anche molto gradito alla gente del tempo.

In ogni caso è un vitigno che è sempre stato coltivato in tutta la penisola italica e che ha mantenuto la sua tipicità maggiore nella parte centrale del nostro Paese, tra l’Emilia-Romagna, la Toscana, le Marche, l’Umbria, il Lazio, l’Abruzzo, parte della Puglia e della Campania, nei luoghi dove ancora oggi esistono le maggiori produzioni nazionali e dove si sono sviluppate vere e proprie denominazioni tipiche, ora più che mai tutelate.

Per grado di popolarità dei vini prodotti ed importanza dei volumi di produzione partiamo dalla Toscana, in questa regione più che in altre si è saputo valorizzare il vino generato da uve Sangiovese. Le caratteristiche territoriali e ambientali (terroir) poi, hanno permesso che i vini di queste zone diventassero unici e irripetibili. La sola selezione della specie, ha permesso, in sostanza, che si parli di due famiglie distinte di questo vitigno, il cosiddetto Sangiovese grosso che presenta grappoli con bacche appunto più grandi (e “padre” del Brunello a Montalcino e del Prugnolo Gentile a Montepulciano) e il Sangiovese Piccolo con acini di minore dimensione, per il Chianti e le altre tipologie di vino, diffuso anche per le coltivazioni ed i vini di fuori regione.  Ci riferiamo, nello specifico, a vini di pregio, sapientemente vinificati ed invecchiati, capaci di restituire sensazioni incomparabili con nessun altro vino rosso. Appellativi come il Vino Nobile di Montepulciano, il Brunello di Montalcino, il Chianti ed il Chianti Classico, il Morellino di Scansano, il Carmignano, il Montecucco, solo per attenerci alle DOCG; esistono poi le DOC come Bolgheri, Elba, Rosso di Montalcino, San Gimignano, Val di Cornia, fino alle zone di produzione del vin Santo. Molti altri vini toscani, per esempio, contengono Sangiovese in percentuale nei loro uvaggi ed alcuni non sono nemmeno coperti da denominazione di origine, pur essendo vini dignitosissimi e particolari (vedi i SuperTuscan). Resta il fatto che solo per questa regione il vitigno Sangiovese occupa oltre il 60% della superficie vitata. Numeri e nomi importanti, come abbiamo visto. La sapienza secolare della viticoltura toscana dimostra come il vitigno Sangiovese, con i suoi distinguo che vanno dai suoi cloni e varianti selezionati e utilizzati, la vinificazione tradizionale, l’invecchiamento e l’affinamento in botti e barrique, abbia portato negli anni lo sviluppo dei migliori vini rossi al mondo.

In altre zone d’Italia le uve del Sangiovese sono diventate fondamentali per produzioni rilevanti di vini DOCG e DOC a livello nazionale, come nel caso della Romagna con il Sangiovese di Romagna, le Marche con il Rosso Conero, l’Esino e il Rosso Piceno, l’Umbria con il Torgiano Rosso, il Lazio con il Tarquinia rosso ed il Vignanello rosso; tralasciamo intenzionalmente molti altri vini nazionali perché la lista ne comprende davvero tanti e abbiamo voluto elencare solamente i più rappresentativi delle regioni a maggiore vocazione.

Raccontare un vino in poche parole risulta riduttivo, nel caso del Sangiovese e in modo generale ancora di più, visto anche quanti possibili concorrenti nascono da un vitigno di questo tipo. Possiamo dire, in maniera semplicistica, che alla vista manifesta un rosso rubino trasparente da giovane, quasi violaceo ed opaco se affinato per anni con una maggiore densità, se bevuto giovane appaiono nettamente più evidenti sentori fruttati e floreali, come mora, amarena e violetta, morbidezza e freschezza (data dall’elevata acidità) sono invece le sensazioni più marcate al sapore, se viene invece affinato in botte ed invecchiato per alcuni anni ecco allora apparire molto più decisi i tannini, strutturando il vino, aumenta il grado alcolico e si elevano le note speziate insieme a quelle fruttate/floreali, il vino diviene corposo, il gusto che rimane al palato è gradevole e persistente, notevole, favorisce l’appetito .

L’abbinamento ai cibi quindi, per vini a base di Sangiovese raccoglie buona parte della cucina nazionale. Ottimo come vino a tutto pasto nel caso di vini giovani o di annate precoci, ancora meglio per cibi elaborati e saporiti quali carni rosse, se invecchiato. Non scopriamo di certo oggi come un buon Sangiovese di Romagna Riserva, piuttosto che un Brunello di Montalcino o un Chianti Classico sia eccellente con la cucina tipica appenninica (funghi e polenta, carni in umido, ecc.) o la classica costata di manzo (fiorentina).

Questo è quanto vi abbiamo brevemente raccontato sul Sangiovese, un vitigno che è il cuore rosso, fulcro della produzione vitivinicola italiana. Abbiamo selezionato diversi vini prodotti da uve Sangiovese all’interno del nostro sito di e-commerce comprendiamo.wine, alcuni di quali veramente prestigiosi. Ricordiamo sempre, in ultimo, la finalità per la quale ci siamo messi in gioco e vogliamo condividere con Voi la scelta dei vini e del buon bere in modo responsabile.

Come impresa sociale, Comprendiamo, vuole aiutare le persone che vengono da situazioni di disagio sociale attraverso l’impiego in varie mansioni, il mezzo per sostenere questa iniziativa riguarda anche la promozione dei prodotti vitivinicoli.

Ci stiamo impegnando per offrire il maggior numero di consigli su come apprezzare il vino e tutto ciò che questo prodotto coinvolge, anche con piccoli articoli come questo.

Racconti sul vino dei nostri territori, ricette e consigli per accompagnare al meglio i prodotti della vigna, li trovate anche sul blog comprendiamo.wine. Continuate a seguirci!

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